Un tesoro nel desertoUn tesoro nel desertoUn tesoro nel deserto

Un tesoro nel deserto

PARTENZA /
lunedì 3 agosto 2009
RITORNO /
sabato 22 agosto 2009
DESTINAZIONE /
Giordania
VIAGGIATORE /
Maria Grazia Curti

Credo che un viaggio in Giordania sia veramente indimenticabile. Ammetto che la proposta delle mie amiche al momento non mi sembrò particolarmente attraente, ma alla fine mi sono fatta convincere, vincendo dubbi e pigrizia.

Da Amman la capitale, quieta e accogliente, inizia il nostro viaggio. La prima escursione è a Jerash, l’antica città romana di Gerasa, con il bellissimo colonnato romano. Ma l’atmosfera dei luoghi subito mi conquista tappa dopo tappa.

Dai mosaici del Monte Nebo, 1000 metri sotto, si apre lo stupendo panorama della valle del fiume Giordano. Qui dicono Mosè vide la terra promessa prima di morire. E da lì davvero, nella brezza del vento, ho pensato con un pochino di nostalgia che il tempo potesse essersi fermato ad allora.

Proseguiamo il nostro viaggio scendendo verso l’area del Mar Morto, in un paesaggio quasi lunare. Siamo nel punto più basso della terra, l’acqua è ricca di minerali e di sale, l’aria è secca. Il fango nero, una veloce risciaquata …e tutte in ammollo in mare… galleggiando e sperando di diventare bellissime in un’ora.

Ma l’arrivo a Petra mi farà capire davvero l’importanza di questo viaggio.

Ci si alza presto per percorrere a piedi il Siq, vietato ai mezzi grazie al cielo, camminando tra le rocce alte e ripide, si arriva al famoso tesoro: El Kashneh, la costruzione appare come d’incanto intagliata nella roccia, lo spazio antistante è piccolo ma non c’è niente a cui paragonare questo intero mondo. Fondata dai Nabatei, crocevia di commerci e percorsa da ingegnosi canali d’acqua, conserva tra gli altri le tombe reali ed il Monastero. Meravigliosi i colori e le striature delle rocce, la vallata e il buon tè verde caldo e zuccherato.

Riporta la storia:

Petra viene anche chiamata la “città perduta”. Fondata dai Nabatei, nonostante la sua grande importanza nell’antichità, per molto tempo nel mondo occidentale non se ne ebbero notizie. Venne riscoperta nel 1812 dal viaggiatore svizzero Johann Ludwig Burckhardt, che riuscì a penetrarvi nonostante la sorveglianza, fingendo di essere un arabo proveniente dall’India per offrire un sacrificio sulla tomba del profeta Aronne.

Valgono la pena tutte la fatiche. La salita al Monastero e la più  impervia al santuario della tomba di Aronne, fratello di Mosè, venerata da diverse religioni.

Lasciata Petra con la borraccia e il foulard a turbante mi ritrovo come Lawrence d’ Arabia nel “Wadi Rum”, uno dei paesaggi desertici più affascinanti del
Medio Oriente. Sulla jeep con il sedile rovente io e le mie quattro compagne arriviamo alle rocce nei grandi spazi tra le dune rosse e veniamo ospitate in una tenda beduina, che imbarazzo fare le turiste! Finiamo il viaggio, solo pochi giorni di riposo in spiaggia ad Aqaba e proseguiremo a Gerusalemme per una troppo breve tappa, ma quella è un’altra storia.

Maria Grazia Curti





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