Swinging LondonSwinging London

Swinging London

PARTENZA /
lunedì 6 settembre 2010
RITORNO /
domenica 12 settembre 2010
DESTINAZIONE /
Londra
VIAGGIATORE /
M.G.C.

Un filo di ricordi e il ritorno a Londra. Tante cose da rivedere e la sensazione che mi dà la metropoli è sempre di libertà e di camminare nelle sue strade, nei quartieri, a Trafalgar square con un’immaginaria minigonna di Mary Quant. Ed un pensiero a Hanif Kureishi e il suo “Il Budda delle periferie“.

Ognuno in questa metropoli può scegliere in che tempo o stato d’animo “essere, se in quello della Londra reale con il cambio della guardia davanti a Buckingham Palace o quella georgiana degli edifici e i docks sul Tamigi, immaginando la città nebbiosa e povera di fine ottocento descritta da Charles Dickens o quella elisabettiana del Shakespeare’s globe, del teatro e degli spettacoli del west end.

I bus a due piani e i grandi taxi neri. Un po’ di confusione per la guida a sinistra e grande attenzione a scendere dal marciapiede. Nella mia vacanza deve starci un po’ tutto. Il Big Ben e la cattedrale di St Paul, l’abbazia di Westminster, Il Tower bridge, la torre di Londra e i gioielli della corona.

Ma in verità da questo non sono affascinata più di di tanto, confesso, preferisco le strade, i negozi, i parchi e i grandi magazzini Harrods.

La metropolitana è veramente “il primo tube”, alcuni vagoni sono strettissimi e si sta uno di fronte all’altro. Inaugurata nel 1863, piacque subito ai londinesi, l’insegna con cerchio rosso recita “Mind the gap!”, attenti al dislivello! Orientarsi non è facilissimo per me.

Ma ciò che più mi piace è qui, dentro al British Museum, reperti e oggetti inestimabili e nella National Gallery dove i dipinti mi affascinano quanto quelli della Tate Modern.
I più tenaci possono avventurarsi alla National Portrait Gallery, la Tate Britain, il Natural History Museum, il Science Museum. C’è da perdersi e sicuramente ce ne sono altri, non da meno, ed anche più particolari.

E per i Beatlesiani come me non può mancare una visita agli storici studi di registrazione della EMI, cui i Beatles dedicarono la famosa copertina dell’album “Abbey Road ”, dove i quattro ragazzi di Liverpool, incisero i loro dischi dando vita ad un epoca memorabile.

Ora mi ritrovo a girare per negozi o mercatini in cerca di un cd o di un vinile che in Italia “non si trova“,  qualche gadget e una giacca in autentico stile sixties.

La multietnica capitale del Regno Unito, ritornerà nei miei pensieri per  l’ultima Londra, quella futura dei Giochi Olimpici 2012.

M.G.C.





LOGIN

CATALOGO