Parigi è sempre ParigiParigi è sempre Parigi

Parigi è sempre Parigi

PARTENZA /
venerdì 2 luglio 2010
RITORNO /
giovedì 15 luglio 2010
DESTINAZIONE /
Parigi
VIAGGIATORE /
Silvia Romelli

Torno a Parigi a trovare una amica e già mi sento a casa, in questa grandiosa città tutto pare accoglierti subito.

Ci arrivo in treno, mi piace cosi mi sembra più semplice parto di notte e arrivo al mattino presto con tutto il tempo di fare la colazione con una buona brioche o una baguette nel tipico bar parigino con le vetrate sulla strada.

Tutto è da vedere, non si puo perdere niente, ma è facile con la metropolitana e naturalmente tanta tanta strada a piedi. Ma sono a Parigi! Notre-Dame e la Senna con le bancarelle di libri, les bouquinistes, a passeggiare lungo i quais, ed un giro in bateaux-mouche, volendo.

La Tour Effeil ed il Sacro Cuore e la piazzetta di Montmartre con i pittori e il Moulin Rouge.

E comunque altre e nuove cose mi attendono. La piramide segna l’ingresso (con la lunghissima coda, che comunque scorre) al Museo del Louvre con la Gioconda e la pittura olandese di Rembrandt. Le collezioni egizie. Enorme, non cè da sperare di uscire presto o in una visita rapida.

E se la dimensione è decisamente più piccola le cose belle non sono da meno al Musée d’Orsay, che ospita una delle più importanti collezione di opere impressioniste. Da Van Gogh alle Ninfee blu di Monet e dal vivo sono veramente tutt’altracosa e vale la visita non certamente di meno del Louvre. Il museo era una stazione ferroviaria e la sua nuova architettura straordinaria. Bellissimo.

Continuando il percorso tra le avanguardie parigine ci sono, certo da non perdere, il centre Georges Pompidou e les Halles, i vecchi mercati generali di Parigi.

Ma la Parigi che mi piace di più è quella della “storia”. La Conciergerie e l’Opéra e Les Invalides con la tomba di Napoleone. Quella più curiosa e più nascosta, il “Musée Grévin” il museo delle cere, con scenografie e ambientazioni suggestive e il divertente teatrino e il “Museo Guimet” stupenda collezione di arte orientale. Fondato dal magnate dell’industria Emile Guimat ospita arte asiatica e sculture buddiste, alcune da Angkor Wat, dal Borobudur …un grande patrimonio è racchiuso qui dentro.

Per fortuna i numerosi caffè, offrono tavolini con vista dove riposare e mangiare e mi sostengono nelle faticose giornate. Ora gli Champs-Elysèes fino all’Arc de Triomphe e rue Fabourg St-Honorè, le boutiques d’alta moda e le gallerie Lafayette, i grandi magazzini. Vera passione parigina e anche mia, brasserie e ristoranti offono nel menù le ostriche (Les Huitres), provenienti dal freddo Atlantico, oltre ad altre squisite “conchiglie”.

La gente a Parigi è tantissima al mattino prendi la metropolitana da turista, ma i parigini e tutti corrono lungo i passaggi tra una stazione e l’altra, nei corridoi con le piastrelline bianche e le scritte blu…qualcuno suona o canta per raccogliere qualche monetina. Rer, autobus e taxi. Parigi ha problemi di traffico e inquinamento come tutte le grandi metropoli e il sindaco della ”grande ville”, Bertrand Delanoë, ha inaugurato da pochi anni e con successo inatteso, “Vélib” il bike sharing di Parigi.

E’ ora di lasciare Parigi, ma non di molto…una giornata a Versailles, nel parco e due giorni a Chartres a vedere la splendida cattedrale e godersi l’amosfera di una graziosa cittadina francese,  per poi per ritornare e riprendere il treno e tornare a casa, ringraziando per l’ospitalità.

Parigi è sempre Parigi, davvero.

Silvia Romelli





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