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Palermo

PARTENZA /
mercoledì 23 luglio 2008
RITORNO /
domenica 7 settembre 2008
DESTINAZIONE /
Palermo
VIAGGIATORE /
Rino Parlapiano

La pista d’atterraggio appare all’improvviso, fra il mare scuro e la montagna. Lo Scirocco cattivo fa beccheggiare l’aereo e tutti, prima che le ruote trovino l’asfalto, trattengono il fiato. Mi aspetta più di un mese di vacanza, un’estate lunga e afosa, finalmente sono tornato a Palermo.

In estate la città riesce ancora ad attirare sciami di turisti eccitati, seducendoli ogni anno con la sua fama di eden marino, capitale del caldo e del divertimento. Palermo è una città abbandonata, una bellissima donna invecchiata male, un’occasione perduta, poteva essere il paradiso, ma è diventata l’inferno. Bisogna vederla però, bisogna guardarla in viso, senza paura, perché fra le rughe del suo volto rimane ancora una traccia flebile della bellezza perduta, il ricordo di un’epoca felice. E allora, senza tristezza, bisogna passeggiare fra i vicoli assolati, ascoltando le urla degli ambulanti che vogliono venderci olive e acciughe, bisogna visitare le chiese fascinose, fare un tuffo nel mare caldo di Mondello, prendere un gelato al Foro Italico passeggiando lungo le mura delle Cattive. Visitate lo Spasimo, e fatelo solo dopo pranzo, quando la città è deserta, sentirete l’odore dei gelsomini, il frusciare armonioso delle palme e le urla dei bambini che giocano a palla a piazza Magione. Fate un giro fra le stanze altissime della Zisa, la Magnifica, osservate la Sala della Fontana, e chiudete gli occhi per sentire il canto dell’acqua.

Sarete fortunati, i turisti possono prendere soltanto il meglio, potrete fingere di essere distratti e non notare i cumuli di spazzatura ai bordi delle strade, non dovrete avere a che fare con gli uffici pubblici travolti dall’opprimente burocrazia, con lo scempio edilizio, con l’inquinamento. Potreste dover aspettare l’autobus giusto per diverse ore, ma non temete, il sole della Sicilia vi riscalderà l’anima. Palermo vi rimarrà nel cuore a lungo, tornerete, penserete sempre che si tratti di una città meravigliosa, un luogo tiepido, popolato da gente sorridente e sincera. State attenti però, non trascorrete troppo tempo in città, altrimenti accettereste, come molti dei suoi abitanti, tutte le storture, tutti i crimini, e alla fine vi abituereste a vivere all’inferno, convinti però che si tratti del paradiso.

R.P.





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