Kenya, AfricaKenya, AfricaKenya, AfricaKenya, Africa

Kenya, Africa

PARTENZA /
lunedì 2 maggio 2011
RITORNO /
lunedì 9 maggio 2011
DESTINAZIONE /
Kenia
VIAGGIATORE /
Valentina

Una settimana, ma non basterebbe un mese.
Cosi semplicemente, al rientro da una settimana di vacanza in Kenia, resta in me questo bellissimo paese ed il troppo poco per una terra che offre cosi tanto. Il calore e la luce del sole, i colori di chi la abita, le notti stellate “cosi diverse da qui”.Arrivati a Mombasa, passato il check-in, arrivo al villaggio vacanze per una settimana di mare azzurro e di riposo nelle chiare acque dell’oceano indiano.Nel tragitto al villaggio già si vedono le donne africane con i loro coloratissimi vestiti, le ceste sul capo e io mi sento un po’ a disagio nei miei panni cittadini.In realtà tutto ciò che mi circonda è ben di più di quel che superficialmente sapevo,ed è difficile concedersi tutto il tempo a disposizione solo per intere giornate di spiaggia, palme, lettura e pisolini e la buonissima cucina kenyota, speziata, ricca di sapori e la frutta e la verdura fresca che non manca. In Kenya tutta la natura ci chiama. Si va fuori con le piccole imbarcazioni chiamate “ngalawa” per immergersi nel “Watamu Marine Park” a vedere i bellissimi colori della vita sottomarina. Non faccio sub e mi limito alla mia mascherina con non poche difficoltà, visti i miei trascorsi pantofolai. Poi al lago in barca tra le mangrovie, per vedere i fenicotteri rosa. E poi il safari, siamo fortunati e si vedono i leoni! Poi la gita al villaggio a comprare le stoffe, i sandali, la medaglietta d’oro a forma d’Africa con un brillantino luminoso a significare dov’è il Kenia.Mi impressiona il divario tra villaggio africano e villaggio turistico.Poi si ritorna. Mancano il lago Vittoria, i Masai, tuuto quello che non so e non ho visto e ben più di una giornata di safari. L’arcipelago di Lamu dove un signore, compagno di viaggio in aereo, mi dice di avere abbandonato la Svizzera per aprire un resort lì e mi lascia la brochure.Il mal d’Africa colpisce non poco, metto la brochure nel cassetto del tavolo in camera. Chissà.





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