Ich bin ein BerlinerIch bin ein Berliner

Ich bin ein Berliner

PARTENZA /
mercoledì 10 novembre 2010
RITORNO /
lunedì 15 novembre 2010
DESTINAZIONE /
Berlino
VIAGGIATORE /
Alessandra

Berlino non è una città come le altre. Lo dimostra il fatto che ogni volta che la lascio per tornare a casa ne porto con me un immagine diversa, sempre nuova e con lei sensazioni di una città che nonostante si possa pensare di conoscere, non apparterrà mai totalmente a nessuno. Perché appartiene solo a se stessa. Ma sa accoglierti in un modo tutto suo, ogni volta che bussi alla sua porta. Lo capisci subito di che pasta è fatta Berlino già da quando, passeggiando per il quartiere di Mitte, ti ritrovi davanti a Brandeburgen Tor, meglio conosciuta come la Porta di Brandeburgo. Lei è lì, maestosa ed imponente. E attraverso le sue mura diviene narratrice di un passato ormai lontano, in cui la Berlino che oggi conosciamo non c\’entra proprio nulla.Ma Berlino è anche modernità, e post modernità. E te lo spiega molto bene mentre varchi la soglia invisibile di Postdamer Platz. Questa piazza, nata da un parco nel lontano 1800, prende il nome di uno dei cancelli della città, il Postdamer Tor, che si trova ad est della piazza. Trovarmi lì è stato emozionante, in particolare per il ricordo di quella stessa piazza deserta, catturata di sfuggita in una scena de “Il cielo sopra Berlino” di Wim Wenders. Il momento in cui la preferisco è quando scende il buio. In quel momento tutto è illuminato e pare di essere catapultati in un altro luogo.E nel momento in cui inizi a pensare che non abbia molto da offrire del suo passato, a causa della seconda guerra mondiale che ha provocato la distruzione di gran parte della città antica, ecco che lei sa stupirti di nuovo, conducendoti all’interno del Gemäldegalerie, un tesoro formato museo che contiene al suo interno una delle raccolte più significative a livello mondiale. E’ un lungo e meraviglioso viaggio, nel quale si alternano capolavori dal XIII al XVIII secolo. La mia preferita in assoluto è il “Trittico del Giudizio Universale” di Beato Angelico (perché un po’ di italianità la porto sempre con me anche lì).Ma la cosa che amo fare di più in assoluto è senza dubbio girovagare per le vie di Kreuzberg, in un alternarsi di piccoli caffè accoglienti e negozietti vintage dove, con un po’ di accorgimento, è possibile fare davvero degli affari. E c’è di tutto: dall’antiquariato a capi d’abbigliamento unici.Ma Kreuzberg è anche un importante luogo della memoria. Qui è racchiusa gran parte di quella storia della Germania che i tedeschi ricordano con rammarico, e da cui si sono riscattati tanto tempo fa. Immergersi in questo luogo significa rivivere quei tempi e cercare di coglierne la drammaticità. E tornare a casa un po’ più consapevoli. Qui è indispensabile visitare tre luoghi: il Jüdisches Museum, museo ebraico progettato da Daniel Libeskind, il Check Point Charlie e per finire Il Muro di Berlino.Infine, se la bella stagione lo consente, vale sicuramente la pena concedersi un po’ di riposo in uno dei stupendi parchi che la città offre, magari in compagnia di una buona birra tedesca ed un Pretzel.Berlino è una città unica, dalle mille sfaccettature, che merita di essere vista almeno una volta nella vita.





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