A Monaco per un pieno di pittura
- PARTENZA /
- venerdì 13 marzo 2009
- RITORNO /
- domenica 15 marzo 2009
- DESTINAZIONE /
- Monaco
- VIAGGIATORE /
- Paolo Cremonesi
Giornata intensa di arte a Monaco di Baviera. Ma che cosa si può vedere in pochi giorni in questa bellissima città? Molto, perché Monaco ha il vantaggio di avere un centro storico piuttosto piccolo e i musei sono concentrati in un area ristretta. La giornata si può sfruttare bene, e se si ha resistenza e voglia di fare un’esperienza intensiva, la città offre moltissimo.
Al visitatore appassionato d’arte che sia anche mattiniero, come sono io, si pone subito un problema: i musei, indistintamente, aprono alle dieci. Come impiegare il tempo in attesa della sospirata apertura? Le chiese sono una valida alternativa: aprono presto e sono interessanti.
La prima tra le chiese di Monaco da consigliare è la Asamkirche, che prende il nome dai fratelli Asam, architetti eccellenti del tardobarocco bavarese. E’ un edificio sorprendente: incastonata in una linea continua di case, la sua facciata curvilinea introduce a un interno sorprendentemente piccolo ma carico all’inverosimile di marmi, stucchi, policromie in un trionfo di artifici barocchi da lasciare, è il caso di dirlo, sbalorditi.
L’ora fatale dell’apertura si avvicinava e mi sono quindi avviato verso i musei, traversando il gradevole centro storico e sostando nel gigantesco Duomo. E’ una chiesa che impressiona, con le sue strette e altissime navate (penso le più grandi della Germania meridionale) e il suo interno essenziale, quasi spoglio.
Continuando il passeggio fuori dal centro ho raggiunto l’area dei musei. Qui si capisce al primo sguardo che c’è un’idea pensata e unitaria nella proposta al visitatore. L’arte antica è nella meravigliosa Alte Pinakotek, dove di vedono i dipinti dal Medioevo al Settecento. Subito a fianco c’è la Neue Pinakotek, dove è esposta la pittura dell’800 e del primo Novecento. Infine la Pinakotek der Moderne, nuovissima, contiene i dipinti delle avanguardie e l’arte contemporanea.
Il visitatore può quindi scegliere, in base ai propri gusti. Io ho optato subito per la l’arte antica. Alla Alte Pinakotek, che avevo già visto, non ci sono migliaia di dipinti ma quel che c’è (e non è poco) è di livello eccelso. Basterebbe un solo quadro, l’Autoritratto di Dürer, del 1500, per giustificare viaggio e visita. Poi Rubens, Altdorfer, Cranach, Botticelli, Van Dick…
Ho poi saltato la Neue Pinakotek, che avevo già visto in passato, ma che è da raccomandare per la pittura tedesca (Caspar David Friedrich è emozionante e piace a tutti, indistintamente). Non avevo mai visto la Pinakotek der Moderne, dove mi sono recato nel primo pomeriggio. Questo museo ha spazi grandissimi, anche eccessivi e non completamente sfruttati, ma una collezione di pittura del primo Novecento che merita decisamente la visita: una saletta dedicata a Klee mi ha particolarmente intrigato.
Non vi erano mostre temporanee in corso e quindi è rimasto ancora lo spazio per infilare una ulteriore visita. Monaco offre proprio tanto a chi ama la pittura: poco distante dai tre splendidi musei detti sopra è ancora possibile ammirare grande arte alla Lenbachhaus, una villa di fine Ottocento dove si possono vedere alcuni tra i quadri più belli dei pittori del Blaue Reiter (Kandinskij, Marc, Macke, Javlenskij, la Münter…). E qui, alla Lenbachhaus, la sorpresa: la grande mostre antologica di Kandinskij era stata prorogata. Nella sede della villa ho potuto vedere un’ampia esposizione di incisioni, disegni, grafica. Di fronte, nella stazione sotterranea della metropolitana, in uno spazio ristrutturato e destinato a esposizioni, la mostra dei dipinti: una mostra grande, importante. Memorabile.
Paolo Cremonesi